Il Triathlon del Punto Croce Digitale


Ci sono sport che richiedono allenamento, fatica e resistenza… 🏃🚴🏊 Poi c’è il punto croce digitale, che con tre software diversi diventa una vera maratona. Tra codici misteriosi dall’Australia 🦘📩, menù infiniti e simboli finalmente leggibili 🧵, ecco il mio percorso a ostacoli per trasformare una semplice crocetta in uno schema finito

C’è chi corre la maratona di New York, chi nuota la traversata della Manica… e poi ci sono io, che faccio il Triathlon del Punto Croce.

La gara comincia con StitchCraft Designer, la Ferrari dei software (se solo non avesse la benzina razionata da Debbie Marsh in persona). Apro, disegno, vedo l’anteprima perfetta e penso: “Che meraviglia, sembra già ricamato!”. Peccato che il programma poi si pianti lì, a fissarmi con i suoi codici numerici come un doganiere sospettoso.

Allora passo alla seconda tappa: WinStitch, l’Adobe del punto croce. È un po’ come andare in bicicletta controvento: menù, sottomenù, varianti, opzioni… pedalo, sudo, clicco. Alla fine però riesco ad aprire il file di StitchCraft: è la mia staffetta, il ponte che salva lo schema dalla dogana australiana.

E infine l’ultima frazione: PCStitch. Lì respiro: niente fronzoli, niente labirinti, solo uno schema chiaro come l’acqua di montagna. Simboli puliti, crocette leggibili anche per chi confonde il DMC 310 con una biro nera. È la tipografia perfetta: stampo e via, lo schema è pronto per essere ricamato anche dalla più imbranata delle crocettine.

Ecco il mio percorso ogni volta: da StitchCraft a WinStitch a PCStitch, come una crocetta con la valigia in mano che deve timbrare il passaporto in tre paesi diversi 🌍✈️ prima di poter vivere in pace sul tessuto. 

 Se non amassi questo lavoro… credimi, avrei già buttato tutto nel cestino, software, aghi e pure Debbie col suo gabbiano postino 🕊️😂.

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